Il bambino segreto di Camilla Läckberg

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Il bambino segreto di Camilla Läckberg

Fjällbacka,  Svezia.

Erica è una scrittrice, è sposata con un poliziotto. Nella soffitta, in un baule della madre  Elsy , trova una medaglia nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue e tanti diari che sua madre scriveva da ragazzina, diari che parlano del 1943. La Germania ha invaso la Norvegia e la guerra, a Fjällbacka, tranquilla cittadine di pescatori,  arriva dalla radio, dalle notizie che portano i pescherecci.

Eppure il nazismo entra nelle loro vite.

Elsy, Britta, Franz, Eric ed Axel, entrano in contatto con il nazismo e le atrocità che porta con sé, in maniera diversa. Chi in prima persona, chi per riflesso, chi da bambino, chi da adulto.

E’ il primo libro che ho letto di Camilla Läckberg.

Si fa fatica a leggerlo nella prima metà, ho piu’ volte pensato di abbandonarlo ma è una cosa che mi infastidisce lasciare i libri senza averli finiti! Quindi, pur con notevole sforzo, sono riuscita a terminarlo! Molto lento.

La trama sarebbe anche stuzzicante, ti coinvolgerebbe se non fosse per le scene di vita familiare che l’autrice infila proprio nel mezzo del pathos! Tutte queste pappine, pannolini, passeggiate con la piccola figlia Maja, gravidanze, battibecchi della sorella con la figliastra. Sinceramente cozzano molto con un libro che dovrebbe tenerti sulla corda dato il tema trattato. Tutte queste “manine”, “visetti”, rendono il libro logorroico e sembrano davvero un riempitivo, come se mancasse il materiale per arrivare a scrivere 526 pagine. E’ l’unica giustificazione che ho trovato per accettare tali divagazioni!

Il finale è deludente! Quando finalmente entri nel vivo della storia e vengono tralasciate ( moderatamente ) bambole, donne incinta, bambini, ex mogli, ex fidanzati, ti ritrovi con un finale per niente avvincente ed assolutamente inverosimile ed anche intuibile.

Non è un giallo, non è un thriller, sembra piu’ una saga familiare ma non lo è. E’ una soap opera ( e pure noiosa!) con una storia legata al nazismo e delle morti sospette! Tutto qui.

E devo dire che per me è stato difficile anche scriverci un parere! Ho letto che è il terzo ( e pare anche il migliore )  di una saga che ovviamente non leggero’! E’ brutta anche la copertina, stona persino lei con il genere!!!

Il bambino segreto

Camilla Läckberg

Prezzo 19,00 euro

Pagine 526

Anno 2013

Editore Marsilio (collana Farfalle )

 

Il giardino delle bestie. Berlino 1934

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Il giardino delle bestie.  Berlino 1934

 

Ho trovato questo capolavoro in un negozio di libri usati.  Era un po’ nascosto sotto pile di libri.

Era in mezzo a Moccia e Volo…

Era intatto, con il prezzo cancellato e neppure sfogliato.  Segno di un regalo sbagliato.

Il libro tratta della vita del professor Dodd, ambasciatore americano a Berlino dal 1933 al 1938, della moglie Martha “Mattie”, della figlia Martha ( che avrà nel racconto un “ruolo”  molto importante. Diventerà una spia sovietica! ), e del figlio William E. Dodd jr .

Portando testimonianze di diari, lettere, discorsi ufficiali e telegrammi confidenziali, l’ autore,  Erik Larson, ci porta nella Berlino, o meglio, nella Germania, di Hitler e Goring, Goebbels, Rohm, Himmler, Rudolf Diels, capo della Gestapo dal 1933 al 1934.

Parla di come fosse disperato ed inerme l’ambasciatore americano.

Un uomo che è disarmato di fronte alla totale indifferenza degli Stati Uniti di fronte all’ascesa di Hitler.

Un uomo che si dispera perché il mondo non comprende ciò che sta per accadere.  Distrutto perché i tedeschi non si oppongono ad Hitler. Perché sembra che sia tutto normale, perchè le donne si sciolgono davanti al cancelliere. Perchè gli ebrei sono un “problema” che non riguarda il resto del mondo.  La “questione ebraica” ( così viene definita nei dialoghi fra le autorità!) è una seccatura interna alla Germania.  E l’ America sollecita solo il pagamento dei debiti contratti dalla Germania!

Per la serie, non inimichiamoci il debitore sennò non rivediamo più i soldi! Che ci frega se ammazza gli ebrei?  Anche in America sono troppi ed hanno troppo potere!  E poi non interessiamocene perchè sennò diventano immigrati degli Stati Uniti!

L’ ambasciatore Dodd venne soprannominato “la cassandra” proprio perché, più volte,  profetizzó ciò che sarebbe accaduto.  Aveva preannunciato  cio’ che Hitler avrebbe scatenato ma nessuno ha voluto ascoltare i suoi moniti.

Il libro parte da quando vengono picchiati ” solo “gli stranieri perché non fanno il saluto e non gridano “Heil Hitler” al passaggio delle SS. Oppure, quando, durante una parata militare guardano le vetrine dei negozi di Berlino.

Continua con le restrizioni sempre più dure nei confronti degli ebrei.  Prosegue con la notte dei lunghi coltelli e la notte dei cristalli, quando sarebbe dovuto essere chiaro l’ intento bellicoso e delirante del cancelliere.  Si conclude con una lettera di Dodd a Roosevelt del settembre del 1939 in cui, l’ ormai ex ambasciatore, dice che si sarebbe potuto evitare tutto quell’orrore se solo le democrazie europee avessero cooperato.

E’ difficile leggere un libro del genere col senno di poi.

È impensabile non chiedersi cosa sarebbe successo se le potenze mondiali si fossero preoccupate di fronteggiare Hitler agli albori della sua ascesa.  Incredibile non chiedersi quante vite sarebbe state risparmiate, quante atrocità sarebbero state evitate nella pagina più orribile e raccapricciante, piu’ nera, della storia.

Un libro affascinante quanto triste e, purtroppo tanto paradossale, che narra come il mondo non abbia capito ed in taluni casi, non abbia voluto capire.

Assolutamente da leggere. Scritto molto bene, nonostante il tema molto forte, è stato trattato dall’autore con molta cura e dopo attenti studi. Dice di essersi molto divertito nel leggere le lettere di Martha. Si divora. Dovrebbe essere letto nelle scuole, per le generazioni future!

Perché, quando ci chiediamo come possa essere successo tutto quello che conosciamo oggi e perché Hitler non sia stato fermato subito,  ci si possa dare delle risposte, risposte assurde ma pur sempre risposte.

Quando il libro termina, resta un disagio morale. Pur ovviamente non avendo responsabilità, fosse solo per una questione anagrafica,  ci si sente colpevoli per tutti coloro che hanno tenuto gli occhi chiusi per tanti anni e davanti a tanti orrori.

Basti pensare al periodo in cui Hitler fu a capo della Germania. Dal 1933 al 1945…davvero tanti anni con gli occhi chiusi!

Il giardino delle bestie di Erik Larson

Neri Pozza

Euro 18,00

Febbraio 2012

Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore di TimeNew YorkerAtlantic Monthly,Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Isaac’s Storm (1999) e The Devil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair That Changed America (2003), libro vincitore dell’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004, di prossima pubblicazione presso Neri Pozza. Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie.

I segreti di Osage County

Questo film mette tristezza.  È candidato all’ Oscar come miglior attrice protagonista per Meryl Streep.

Tre sorelle, la più grande, una meravigliosa Julia Roberts, molto dura e perfettina, la seconda, una totale cretina che campa poco in questa famiglia di pazzi, la più piccola, troppo  debole e delicata per loro!

La madre, la sempre eccellente Meryl Streep,  è una donna arrabbiata con tutti,  piena di rancore quasi come è piena di pillole!

Il padre muore e, come sempre accade in questi casi, le famiglie o si uniscono o si disgregano.

Si ritrovano a fare i conti con se stessi,  a recriminare, ad amarsi o ad odiarsi.

A dirsi tutto il non detto perché c’è un altro che fa da cuscinetto, da parafulmine. Quando questo qualcuno non c’è più gli argini si rompono e parte la rabbia,  le cose non dette, i segreti,  investono tutto.

Devo dire , con sincerità, che non ho apprezzato molto questo film.

Di solito i polpettoni familiari mi piacciono ma questo proprio no.

C’è una nuova tendenza in film e telefilm americani ultimamente, quella di far parlare tutti gli attori insieme, sovrapporre le voci. Vedi Parenthood! Ed è una cosa che mi fa irritare e che ho ritrovato in questo film.

In quale cavolo di famiglia accade? ?? Accadrà di sicuro ma non è la normalità.

Film di gente che urla,  si offende e che mette tanta tristezza!  Interpretazioni splendide di attrici che non deludono e penso non deluderanno mai ma niente di più! O forse ero io ad avere troppe aspettative!Immagine

Tutto sua madre

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Tutto sua madre, film in uscita al cinema in Italia il 23 gennaio.

Un film incentrato sulla storia del protagonista talmente affascinato dalla figura della madre da assecondarla in tutto ed imitarla in tutto.

Questa figura di madre burbera ed anaffettiva che ha 3 figli maschi ma desidera una figlia femmina. Così il figlio piu’ piccolo diventa automaticamente “cara” ed è gay. Disorientato nella sua identità.

Lui talmente occupato ad adorala e compiacerla si convince di essere una ragazza e si comporta come tale. E’ per questo che è Sissi e l’arciduchessa Sofia. E’ sua madre, è sua nonna, è una ballerina della sivigliana durante un viaggio in Spagna e si innamora di un suo compagno di collegio.

Frase celebre del film è ” I ragazzi e Guillaume a tavola”, che poi è il titolo originale  del film in francese. Come se davvero Guillaume fosse una ragazza.

Non vi svelo il finale. Commedia assolutamente da vedere. Brillante e divertente anche se mi aspettavo un qualcosa che manca. Uno spunto sociologico o psicologico in piu’ che lascia un po’ di amaro.

Pero’ mica tutti i film devono essere dei capolavori e questo non lo è ma ci si avvicina molto!. E’ da vedere. Fosse solo per la poesia e la sensibilità con cui Guillaume guarda ed osserva tutte le donne del mondo!

Ha vinto molti premi ed il protagonista, che poi è anche lo sceneggiatore ed il regista, ricopre due ruoli. Guillaume e la mamma sono interpretati dallo stesso attore.

Film profondo, sottile e divertente. Guardatelo e fatevi due risate, poi pensate anche un po’ alla società in cui viviamo

Splendore di Margaret Mazzantini

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Ho finito questo libro qualche giorno fa ed ancora ci penso!
Buon segno?! Chissà!
Non avevo mai letto niente di questa autrice e , devo essere sincera, se non avessi letto la sua intervista su Vanity Fair non avrei mai preso questo libro!
Sono banale ma sincera!
Il libro parla di una storia d’amore tra due uomini.
E già questo ti attira, sei proprio curiosa di leggere come se ne parlerà. Diciamo che se ne parla bene, la Mazzantini non cade mai nel qualunquismo ed è già tanto.
Si parla di una storia d’amore, di Amore, con la A maiuscola come dovrebbe essere. Amore e paura e vergogna e la costante sensazione di vivere sempre nel peccato, di fare qualcosa contro natura.
In alcuni punti è anche violento, quando parla dei rapporti sessuali tra i due protagonisti. In altri è pura poesia, molto descrittivo.
Guido e Costantino nascono a pochi mesi di distanza, vivono insieme la loro adolescenza, appartengono a due classi sociali diverse, uno figlio di un medico, l’altro figlio del portiere del suo palazzo. Uno vive in una casa ricca e l’altro nel seminterrato muffoso.
Guido avverte molto questa differenza.
La vita scorre normale tra fidanzate, la memorabile gita scolastica in Grecia in cui ognuno di noi si ritrova e ricorda la propria gita dell’ultimo anno, la  depressione adolescenziale di Guido e l’essere taciturno e deriso di Costantino.
Finalmente i due si trovano, si riconoscono, capiscono che sono attratti l’uno dall’altro ma mentre Guido sogna una vita insieme, Costantino si vergogna ed è sempre attento che nessuno li veda, che nessuno capisca.
Insomma, non voglio raccontarvi tutto il libro ma vi dico che i due si sposano, hanno dei figli e dopo 10 anni si ricercano, si rincontrano, si ritrovano, si riamano e poi si perdono di nuovo per anni e si ritrovano e si riperdono. Il tutto nel buio di motel, mai alla luce del sole. Ed il tutto mentre le rispettive famiglie/mogli/figli ignorano la doppia vita dei due.
Quando sembra che tutto stia finalmente andando per il verso giusto, perchè tutti i lettori vogliono il lieto fine. Perchè tutti, mentre guardiamo un film o leggiamo un libro, aspettiamo solo che appaia la scritta ” E vissero felici e contenti”.
Mentre aspetti il The end e che il principe e la principessa, ops, i due principi in questo caso, vadano via sul cavallo bianco, i due vengono picchiati selvaggiamente.
Sono stata felice che la Mazzantini abbia inserito anche l’omofobia, molto attuale purtroppo.
Si percepisce come i due gay vengano schifati da tutti, infermieri, dottori che hanno persino paura di toccare il loro sangue. Schifati dalla polizia che fa finta di indagare, piu’ interessata ai fuochi d’artificio del paese.
A questo punto tutto è pubblico, non ci si deve piu’ nascondere. Le mogli sanno, il mondo sa!
La parte piu’ bella è forse il modo di Guido di parlare della moglie, una dolcezza ed una cura che tutte le donne vorrebbero dai propri uomini. Anche se è un uomo che ama un altro uomo. Solo uno però, non tutti gli uomini e non qualsiasi uomo.
Poi arrivi alla fine. Perchè bisogna pur finirlo un libro e bisogna però trovare un finale adatto.
Qui, secondo me, si aprono due strade.
La prima, che reputo vergognosa e quindi non credo che sia quella giusta, prevede un uomo che “guarisce” dalla propria omosessualità. Così come si guarisce da una malattia che ti ha tormentato tutta la vita. Una malattia che nasce da un abuso infantile e che dà vita ad un odio durato 40 anni ed una conseguente punizione da infliggere all’altro uomo. Quasi fosse un riscatto. Questo amore per lui non esiste davvero e si scusa davanti alla sua famiglia e davanti al mondo.
La seconda, quella che preferisco e che ho letto fra le righe ( o che ho voluto leggere ), è che il protagonista è talmente debole, talmente plasmato dalla chiesa, da non accettare mai la propria omosessualità da voler trovare una sorta di giustificazione negli abusi subiti da bambino. La comunità in cui entra gli offre un perfetto alibi dietro cui nascondersi per non accettare, mai e fino alla fine, i suoi sentimenti, la sua natura, quello che è realmente ed il suo amore. Solo perchè è contro natura, perchè c’è il pregiudizio, perchè non si fa!
La Mazzantini ti fa entrare nei personaggi, ti senti li’, sei uno di loro, vivi con loro, sorridi e a volte piangi. Unica pecca…dialoghi inesistenti!

Chi mi conosce meglio di me?

Ciao, sono Lu.
Sono incostante, mi annoio facilmente. Cambio spesso hobby, ne ho mille. Quando mi annoio creo gioielli. Amo fare foto.
L’unica costante della mia vita sono i libri ed i gatti. Ne ho 4, di gatti, di libri molti di piu’.
Ho iniziato tardi a leggere, diciamo a 13 anni. Il mio primo libro è stato Papa’ Gambalunga, strano, me lo ricordo ancora.
Con una madre divoratrice di libri ed una zia che mi portava dalle suore Paoline a comprare i vari Pattini d’argento e Zanna bianca ( mai letti, forse nemmeno sfogliati ) la mia vita da bambina non è stata facile!
Poi ho trovato quel piccolo volume e non ho mai smesso.
Questo blog nasce per esprimere le mie opinioni su ciò che leggo, per avere un confronto con chi ha letto lo stesso libro ma soprattutto per parlare del libro così come lo vedo io, senza fronzoli e merletti!